Notifica a Nancy Pelosi che le intima di non accedere all’Eucaristia

Arcidiocesi di San Francisco

UFFICIO DELL’ARCIVESCOVO

NOTIFICA

Al Presidente della Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti d’America Nancy Pelosi

Il Concilio Vaticano II, nel suo Decreto sulla Chiesa nel mondo moderno, Gaudium et spes, ha ribadito l’antico e costante insegnamento della Chiesa secondo cui “fin dal primo momento del concepimento la vita deve essere custodita con la massima cura, mentre l’aborto e l’infanticidio sono crimini indicibili” (n. 51). I cristiani, infatti, hanno sempre sostenuto la dignità dell’essere umano in ogni sua fase, in particolare per quanto riguarda i più vulnerabili, a partire dalla vita nel grembo materno.

Sua Santità, Papa Francesco, in sintonia con i suoi predecessori, è stato altrettanto chiaro ed enfatico nell’insegnare la dignità della vita umana nel grembo materno.

Questa fondamentale verità morale ha conseguenze per i cattolici nel modo in cui vivono la loro vita, specialmente quelli incaricati di promuovere e proteggere il bene pubblico della società. Anche San Giovanni Paolo II è stato molto coerente nel sostenere questo costante insegnamento della Chiesa e ci ha spesso ricordato che “coloro che sono direttamente coinvolti in organismi legislativi hanno un “grave e chiaro obbligo di opporsi” a qualsiasi legge che attacchi la vita umana. Per loro, come per ogni cattolico, è impossibile promuovere tali leggi o votarle” (cfr. Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica). [24 novembre 2002], n. 4, § 1).

Un legislatore cattolico che sostiene l’aborto procurato, dopo aver conosciuto l’insegnamento della Chiesa, commette un peccato palesemente grave che è causa di gravissimo scandalo per gli altri. Pertanto, la legge della Chiesa universale prevede che tali persone “non siano ammesse alla Santa Comunione”. (Codice di Diritto Canonico, can. 915).

Per quanto riguarda l’applicazione di questi principi ai cattolici nella vita politica, l’allora cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, si è rivolto ai vescovi statunitensi nel 2004, spiegando l’approccio da adottare:

“… quando si manifesta la cooperazione formale di una persona (intesa, nel caso di un politico cattolico, come la sua costante campagna e il suo voto a favore di leggi permissive sull’aborto e sull’eutanasia), il suo Pastore dovrebbe incontrarlo, istruendolo sull’insegnamento della Chiesa, informandolo che non deve presentarsi alla Santa Comunione finché non pone fine alla situazione oggettiva di peccato e avvertendolo che altrimenti gli sarà negata l’Eucaristia. Quando “queste misure precauzionali non hanno sortito il loro effetto” … e la persona in questione, con ostinazione, si presenta ancora a ricevere la Santa Eucaristia, “il ministro della Comunione deve rifiutarsi di distribuirla”.

Nel tentativo di seguire questa direzione, vi sono grato per il tempo che mi avete concesso in passato per parlare di questi argomenti.

Sfortunatamente, non ho ricevuto una simile risposta alle mie richieste di parlare di nuovo con Lei da quando ha promesso di codificare la sentenza Roe v. Wade della Corte Suprema nella legge federale, dopo l’approvazione della legge 8 del Senato del Texas lo scorso settembre.

Per questo motivo le ho comunicato le mie preoccupazioni con una lettera del 7 aprile 2022 e le ho comunicato che, se non avesse risposto pubblicamente alla sua richiesta, le avrei chiesto che, se non avesse ripudiato pubblicamente il suo sostegno ai “diritti” dell’aborto o se non si fosse astenuta dal fare riferimento alla sua fede cattolica in pubblico e di ricevere l’Eucaristia, non avrei avuto altra scelta che di dichiarare, in conformità con il canone 915, che non sarebbe stata ammessa alla Santa Comunione.

Poiché lei non ha ripudiato pubblicamente la sua posizione sull’aborto e continua a fare riferimento alla sua fede cattolica per giustificare la sua posizione e per ricevere la Santa Comunione, quel momento è arrivato.

Pertanto, alla luce della mia responsabilità come Arcivescovo di San Francisco di essere “preoccupato per tutti i fedeli cristiani affidati alle mie cure” (Codice di Diritto Canonico, can. 383, §1), con questa lettera Le comunico che non deve presentarsi per ricevere la Santa Eucaristia e che, qualora lo qualora lo facesse, non Vi sarà ammessa, fino a quando non ripudierà pubblicamente il suo sostegno alla legittimità dell’aborto e non confesserà e riceverà l’assoluzione di questo grave peccato nel sacramento della Penitenza.

La prego di sapere che sono pronto a continuare la nostra conversazione in qualsiasi momento e che continuerò ad offrire preghiera e il digiuno per Lei.

Chiedo inoltre a tutti i fedeli dell’arcidiocesi di San Francisco di pregare per tutti i nostri legislatori,

specialmente i legislatori cattolici che promuovono l’aborto procurato, affinché, con l’aiuto e sotto la guida dello Spirito Santo, possano ricevere il dono della conversione del cuore circa questa gravissima questione e la vita umana possa essere protetta e promossa in ogni sua fase e condizione

Dato a San Francisco, il diciannovesimo giorno di maggio, nell’anno del Signore 2022.

+ Salvatore J. Cordileone

Arcivescovo di San Francisco


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