Le perifrasi del nome di Gesù nella Divina Commedia
Qui vince la memoria mia lo ‘ngegno; ché quella croce lampeggiava Cristo, sì ch’io non so trovare essempro degno; ma chi prende sua croce e segue Cristo, ancor mi scuserà di quel ch’io lasso, vedendo in quell’albor balenar Cristo. (Par XIV, 103-108) Alcune parafrasi con le quali Dante chiama Gesù: 1. L’ Uom che nacque e visse senza pecca Inf. c. XXXIV 2. Sommo Giove, / Che fosti in terra per noi crucifisso. Purg. c. IV 3. L’ Agnel di Dio che le peccata leva Purg. c. XVI 4. Colui che ‘l morso in sé punio Purg. c. XXXIII 5. Verbo di Dio Par. c. VII 6. Figliuol di Dio Par. c. VII 7.…
Le teorie astronomiche e cosmografiche di Dante – Le fonti
Nel Medioevo non è possibile parlare di una vera e propria scienza astronomica o geografica in quanto, colla scissione avvenuta della unità del mondo romano e le dolorose vicende che la accompagnarono, perse interesse in questo periodo ogni teoria scientifica a causa dei numerosi problemi che si moltiplicarononell’ordine pratico. I Dotti furono così quasi esclusivamente dei monaci che, in quanto tali, rimasero per gran tempo isolati e lo sviluppo della speculazione scientifica parve arrestarsi. In seguito, sotto lo stimolo della invadente civiltà araba e nella rinascita del commercio e della navigazione attuata dalle Crociate e dalle Repubbliche Marinare, si moltiplicarono gli «Itinerari» che avevano soprattutto scopi pratici e poi un po’ per volta ridestarono l’interesse per le speculazioni astronomiche e per le descrizionigeografiche. Poco o nulla ci fu però di originale perché mancavano mezzi e uomini capaci; Aristotele e Tolomeofurono tradotti e rimasero per lungo tempo i grandi maestri di queste dottrine. A mano a mano poi che tornarono alla luce degli scrittori latini[1] che si erano interessati a questi argomenti, furono letti anch’essi e le varie teorie furono avvicinate e confuse, specialmente quando sembrò…
L’epoca scelta da Dante per il suo viaggio ultramondano
Il viaggio di Dante è un vero e proprio itinerario dell’anima a Dio e il Poeta intende di compiere con esso una sua missione di redenzione dell’Umanità che somigli in qualche modo a quella del divino Messia. È per questo che Egli cerca di creare tutte le analogie possibili, reali e simboliche, con l’opera della Redenzione: il 1300, l’Equinozio, il Plenilunio, il Mattino. Il 1300 è per Lui l’anno centrale di tutti i tempi fra la creazione e la fine del Mondo ed è anche l’anno del 1°Giubileo della Cristianità; l’Equinozio di Primavera, il Plenilunio e la Posizione del Sole al mattino determinano il mese, il giorno e l’ora più…
Dante e i Papi
Da quanto abbiamo riportato sin qui dalla Divina Commedia, chiaro apparisce il profondo sentimento religioso del Poeta, il suo cattolicismo, l’esattezza dogmatica delle sue dottrine e via dicendo. Ciò non vuol dire però, che egli non abbia lasciato più volte correre la penna a bollare con roventi parole e non sempre giustamente, persone di Chiesa, membri di Ordini religiosi, e persino Papi medesimi, criticandone acerbamente le operazioni. Di questi passi danteschi, che non sono però molti, si fecero forti certi moderni interpreti partigiani, inferendone, assai poco logicamente, essere perciò l’Alighieri un acattolico della più bell’acqua; uno spirito insubordinato al giogo sacerdotale; un riformatore, il quale voleva niente meno che la…
Dante e Maria
L’Alighieri professava una tenera e profonda divozione a Maria Vergine. Di questa sua divozione è testimonio bellissimo la Divina Commedia, nella quale ricorre di frequente il nome di Maria, sì con nome proprio, come con nome perifrasato. Dante, lo attesta egli nel c. XXIII del Purgatorio, la invocava ogni giorno, mattina e sera: Il nome del bel fior ch’io sempre invocoE mane e sera; … a Lei dà i più bei titoli, che si possono escogitare; gli epiteti più graziosi e gentili sono per Lei: donna gentil – benedetta – sposa – vergine – bel fior – luce – regina augusta – stella – zaffiro – bellezza, ed altri. Insomma,…
- Apologetica, Introduzione alla teologia, Eretici e nemici della Chiesa, La battaglia finale, Articoli
Roma è con il Papa. Risposta ad Aldo Maria Valli
Riceviamo da un amico sacerdote, con preghiera di pubblicazione, questa risposta ad uno scritto, seguita da video, del noto giornalista Aldo Maria Valli. Sebbene noi stessi non avremmo usato alcune espressioni forti e nella lettera, concordiamo con l’impianto teologico, e perciò pubblichiamo la lettera. L’amico sacerdote preferisce mantenere l’anonimato, per “motivi di salute” Caro Valli, Le scrivo on relazione al Suo articolo Roma è senza Papa; sostanzialmente sono d’accordo con Lei, tuttavia ritengo che la scelta del titolo, per altro ben spiegata nel Suo scritto, sia pericolosa. Pericolosa, per il fatto che oggi tanti buoni fedeli, di fronte a una crisi nella Chiesa di proporzioni mai viste, sono tentati da…
Le perifrasi del nome di Dio nella Divina Commedia
[…] Il nome di Dio ricorre […] ad ogni piè sospinto, e tutto quasi che vi si dice, va ad appuntarsi in Lui. L’idea di Dio è l’idea dominante della Commedia, la quale fu chiamata Divina, non solo, io credo, ad honorem auctoris, ma anche perché parla continuamente, essenzialmente di Dio; e nelle bolge dell’ Inferno, nei gironi del Purgatorio, e nei cerchi del Paradiso, di Lui tutto parla, a Dio tutto si riferisce. E valga il vero: nessuno v’è più nominato nel sacro Poema quanto Iddio. Il Poeta nomina Dio nel suo Poema più di 200 volte, col nome proprio circa 120 volte, con nome perifrasato circa 150 volte. E se…
«Dio lo ha fatto peccato» (2 Cor. 5,21); luci e ombre di alcune recenti interpretazioni
Nell’Angelus del 14 gennaio 2021, il Santo Padre Francesco ha ripreso un tema teologico a lui caro, “Gesù si è fatto peccato”. “Ma a ciascuno di noi può capitare di sperimentare ferite, fallimenti, sofferenze, egoismi che ci chiudono a Dio e agli altri, perché il peccato ci chiude in noi stessi, per vergogna, per umiliazioni, ma Dio vuole aprire il cuore. Dinanzi a tutto questo, Gesù ci annuncia che Dio non è un’idea o una dottrina astratta, ma Dio è Colui che si ‘contamina’ con la nostra umanità ferita e non ha paura di venire a contatto con le nostre piaghe. “Ma padre, cosa sta dicendo? Che Dio si contamina?”. Non…
Commento teologico al Canto I dell’Inferno (Divina Commedia)
OSSERVAZIONI AL CANTO I L’adombrare il traviamento morale dell’uomo nel perdersi ch’egli fa in una selva oscura è concetto scritturale e insieme filosofico. Chi si dilunga dalla via luminosa del vero e del retto, si perde tra le tenebre dell’errore e del vizio, in una aspra selva, in cui quanto più l’uomo s’ira, tanto più s’inviluppa: degradato dalla nobiltà di natura ragionevole e fatto schiavo del senso, di fa vita comune colle bestie, che hanno stanza nella selva. Questa selva simbolo dello stato infelice de peccatori è una per tutti, come una, secondo il Vangelo, è la via che conduce a perdizione; che però basterà a Beatrice dire a Virgilio,…
La conversione finale degli Ebrei è pre-escatologica.
Oggi, 25 gennaio, celebriamo la festa della conversione di San Paolo; è un giorno opportuno per pregare per la conversione degli Ebrei, perché quel che è successo a San Paolo succeda, seppure non necessariamente nello stesso modo, a tutti. Pro conversione Iudaeorum Oremus et pro Iudaeis Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eourm, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum Oremus. Flectamus genua. Levate Omnipotens sempiterne Des, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante, omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen». Questa preghiera ci ricorda anche il dovere di un particolare impegno di…

































