Le teorie astronomiche e cosmografiche di Dante – Le fonti
Nel Medioevo non è possibile parlare di una vera e propria scienza astronomica o geografica in quanto, colla scissione avvenuta della unità del mondo romano e le dolorose vicende che la accompagnarono, perse interesse in questo periodo ogni teoria scientifica a causa dei numerosi problemi che si moltiplicarononell’ordine pratico. I Dotti furono così quasi esclusivamente dei monaci che, in quanto tali, rimasero per gran tempo isolati e lo sviluppo della speculazione scientifica parve arrestarsi. In seguito, sotto lo stimolo della invadente civiltà araba e nella rinascita del commercio e della navigazione attuata dalle Crociate e dalle Repubbliche Marinare, si moltiplicarono gli «Itinerari» che avevano soprattutto scopi pratici e poi un po’ per volta ridestarono l’interesse per le speculazioni astronomiche e per le descrizionigeografiche. Poco o nulla ci fu però di originale perché mancavano mezzi e uomini capaci; Aristotele e Tolomeofurono tradotti e rimasero per lungo tempo i grandi maestri di queste dottrine. A mano a mano poi che tornarono alla luce degli scrittori latini[1] che si erano interessati a questi argomenti, furono letti anch’essi e le varie teorie furono avvicinate e confuse, specialmente quando sembrò…



