In caso di golpe (modernista)

Il Cardinale olandese Josef De Kesel ha dichiarato “Sono il pontefice romano e i vescovi che decidono cosa sia tradizione nella Chiesa. Anche se i fedeli non sono d’accordo con questa decisione è comunque loro dovere obbedire. Così è sempre stato nella Chiesa”

Come difendersi in caso di eventuale aggressione modernista mediante improvvidi ed empi atti di Magistero?

Il principio esposto dal Card. De Kesel è vero perché la Tradizione non è solo ciò che Dio ha rivelato in Cristo mediante la S. Scrittura, ma è l’atto con cui globalmente la Chiesa docente propone a credere le verità di fede.
Per cui noi diciamo: “Mio Dio, poiché siete Verità infallibile, credo fermamente tutto ciò che Voi avete rivelato e la Chiesa ci propone a credere”.

Purtroppo alcuni Pastori modernisti non propongono a credere le verità di fede, ma tradiscono il deposito. E qui, in certi casi, è fin troppo facile constatarlo.

Il problema è: “Come fare a respingere l’errore senza compiere il “libero esame del Magistero”, cioè senza porre nel giudizio privato di un singolo il giudizio decisivo e l’ultima parola rispetto al Magistero stesso?
In passato ho sentito alcuni affermare che bastano la ragione e il principio di non contraddizione per capire quando ci si allontana dalla tradizione.
Basterebbero se non avessimo il peccato originale; le migliaia di denominazioni protestanti che “con la logica” giudicano la Scrittura e le numerose divisioni nel movimento pseudo-tradizionalista (varie denominazioni sede-vacantiste, resistenti etc), mostrano che la logica non basta. Ciascuno di essi ha la sua opinione che ritiene logicamente vera.
Dobbiamo ricordarci sempre che eresia deriva dal greco “airô” = scelgo. L’eresia è un scelta della materia da credere compiuta dal soggetto, il quale non accoglie più il dono trasmesso.

Alcuni limitano l’infallibilità alle sole definizioni dogmatiche, ma in questo modo riducono centinaia di encicliche, discorsi, importanti documenti a un optional facoltativo, dimenticando che “magistero ordinario” significa “magistero con cui ordinariamente i Pastori propongono le cose da credere”; e così un modernista potrebbe dire che “Humanae vitae” non è infallibile perché non c’è nessuna definizione e uno pseudo-tradizionalista rifiutare, che so, Lumen Gentium, perché non ci sono definizioni e il Vaticano II è solo pastorale e non dogmatico; così è se vi pare.
Ma solo il Magistero può indicare il grado di assenso richiesto, esplicitamente, oppure implicitamente, in base alla reiterazione della dottrina in questione oppure al tenore del documento.

Allora che fare per resistere senza scegliere?

I quattro Cardinali hanno seguito l’unico metodo cattolico, che è quello dei Dubia; cioè fare domande alla Maestra; “Signora Maestra, non ho capito come il Suo ultimo enunciato è coerente con quanto trasmesso e proposto a credere fino ad ora”.

Naturalmente i cattivi Pastori non risponderanno, o aggiungeranno errori a errori, ma noi non abbiamo né scelto ciò che dobbiamo credere, né giudicato la Sede che nessuno sulla terra può giudicare.
In caso di non risposta si può resistere e continuare a credere ciò che è chiaro che bisogna credere. San Giovanni Paolo II ci ha dato il Catechismo della Chiesa Cattolica da portarci dentro l’Arca in questo diluvio di errori.
La Madonna ci custodirà nel Suo Cuore Immacolato, in cui non c’è ombra di errore o eresia.
Questo è il nostro Rifugio!


Related Posts

Gli errori e le tragiche implicazioni di <em>Traditionis custodes</em>

Gli errori e le tragiche implicazioni di Traditionis custodes

Ricordo, come fosse oggi, alcune parole del Servo di Dio, Padre Tomas Tyn OP, rivoltemi, nel corso di una conversazione privata, 40 anni fa circa: «Vede, caro don Morselli, i modernisti dicono: “Che bello, è cambiato tutto” e gli pseudo-tradizionalisti: “Che tragedia, è cambiato tutto”; […]